Osservatorio Antimafie della Brianza*

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I GIOVANI HANNO BISOGNO DI EROI VIVI

domenica 17 luglio 2016

Brianza - ‘Ndrangheta & edilizia. La telefonata dell’avvocato del clan De Stefano in cui si parla di Malaspina
(seconda parte)

Referente del clan De Stefano per i grandi investimento al Nord, l'avvocato Mario Giglio - condannato dal Tribunale di Reggio Calabria a 8 anni – nell'ottobre 2009 compie un viaggio in Lombardia.
Dopo alcuni appuntamenti a Milano per vedere un terreno di via Ripamonti che Giulio Lampada sta acquistando da Armando Vagliati, consigliere comunale di Forza Italia nel '97 a palazzo Marino, raggiunge Cologno Monzese e s'incontra con Angelo Raffaele Cantalupo assessore ai lavori pubblici, ecologia e ambiente, leader della lista dei Riformisti (area socialista).
Alle elezioni di giugno in appoggio al sindaco del Pd Mario Soldano aveva candidato Leonardo Vallepersona – per i carabinieri - con precedenti o pregiudizi per associazione mafiosa, estorsione e usura” che aveva raccolto soltanto 83 voti.
Cantalupo gli parla del costruttore Giuseppe Malaspina che ha in atto un progetto di riqualificazione dell'area ex legatoria Torriani: 39mila metri quadrati edificati su 91mila metri cubi.
Il Comune é disposto a consentire alla società Delfina Lucia di Malaspina fino a 110mila metri cubi di edificabilità residenziale in cambio di numerosi benefit: nuova sede comunale, nuova piazza pubblica, 18mila metri quadrati di verde, parcheggio sotterraneo da 600 posti, 63 alloggi popolari, appartamento di 120 mq attrezzato a disposizione delle persone diversamente abili e una palazzina per i servizi sanitari.
Fatti i conti – dice Cantalupo all'avvocato Giglio dopo avergli raccontato che in vista di Expo 2015 Malaspina sta costruendo un mega albergo a Villasantaincasseremo benefici quantificabili in 28milioni di euro. Oltre agli oneri di urbanizzazione”.
Mario Giglio si fa un giro ad Arcore, vede la villa di Berlusconi e la residenza di via Keplero del Malaspina.
Tornato a Reggio Calabria, il 22 ottobre 2009 – intercettato - chiama il pregiudicato mafioso Giuseppe Stefano Livio Liuzzo (condannato a 14 anni e 6 mesi). Parlano di terreni e di quanto serve per l'urbanizzazione. Liuzzo: “...300 al metro, su 10.000 sono 3 milioni”. Giglio: “..voglio dire, ma può anche fare una fideiussione assicurativa, uno lo trova...ci vuole la forza, oggi un'impresa seria...Il gioco vale la candela....Malaspina nipote di Santo Malaspinaovvero iPIO di fossato”,....OMISSIS....ci sono anche imprese di qua che uno potrebbe contattare a chiedere soldi....
MALASPINA.....OMISSIS....il nipote di SANTO MALASPINA (in realtà il fratello - ndr), ….OMISSIS....LO SAPETE CHE HANNO? NON LO SAPETE...OMISSIS..., no, no, no, no, lo dovete vedere negli occhi, dove sta lui, MALASPINA, AD ARCORE, LA VILLA DI BERLUSCONI OMISSIS....UN SOLO APPALTO CHE HA PRESO A COLOGNO MONZESE, che me l'ha detto CANTALUPI (in realtà Cantalupo - ndr), L'ASSESSORE DEI LAVORI PUBBLICI, 28,4 MILIONI DI EURO, per fare,....OMISSIS...MALASPINA E QUEGLI ALTRI, I PIO DI FOSSATO (inteso come quelli che hanno saltato il fosso - ndr), Dio ci liberi, ti spaventi quando vedi questa villa, dici “ma veramente questo è partito da Fossato e si é combinato là?”.
Dunque, sette anni, fa il nome di Giuseppe Malaspina entra ufficialmente in una indagine della DDA. Ora il pubblico ministero Salvatore Bellomo é da due anni impegnato a tempo pieno ad indagare su di lui e le sue società fallite, ma nel 2009 stava completando il puzzle che darà vita a luglio 2010 all'ordinanza “Il Crimine-Infinito” con l'arresto tra gli altri, di Pio Candeloro e Pio Domenico.
Ritroviamo il nome di Malaspina nell'ordinanza Tibet per i rapporti con il cugino immobiliarista Fausto Giordano entrato a far parte dell'associazione di Giuseppe Pensabene, quello della “banca della ‘ndrangheta” di Seveso nel giugno 2011.
Guarda, Fausto, che li bisogna cominciare il cantiere a Besana sennò sono rovinato”, dice il preoccupato Malaspina a Giordano dopo l'ordigno lanciato contro la Progeam di Vimercate della ex moglie Adriana Foti. Giordano: “Eh, cominciamolo, vediamo”.
Degli atti intimidatori contro le società del Malaspina, Giuseppe Pensabene ne parla con Emanuele Sangiovanni “...avvocato, qui c'è un paesano mio che è miliardario (Malaspina Giuseppe)...questo ha immobili da tutte le parti, è veramente a livelli....solamente ha che deve fottere tutti, non deve pagare a nessuno, lui non paga neanche gli operai, ne ha prese tante di botte e di cose, adesso gli hanno mandato il fratello all'ospedale, gli hanno sparato nelle vetrine, ma tu, una persona così ti puoi permettere a fare questa vita qui? Ci sono calabresi che sono malati dentro....E' inutile che poi per inculare 20-30-50mila euro, vai a perdere nell'arco del tempo, vai a perdere 500, perdi pure l'amicizia...c'é gente....chi non é capace , e chi ce l'ha nella pancia, nell'anima che devono essere proprio...devono fottere, e basta”.
Il ritratto che Pensabene fa dell'immobiliarista di Montebello Jonico trasferitosi in Brianza è a tinte forti, a lui interessa “Fottere e basta”.
Ne sanno qualcosa le amministrazioni brianzole (e non solo visto che un grosso bidone l'ha tirato anche a Venezia con la società San Giobbe ) che hanno avuto a che fare con lui e hanno riversato sui contribuenti gli errori d'aver rilasciato a società del Malaspina, messe in liquidazione o finite in fallimento, permessi a costruire.
I muggioresi hanno dovuto sborsare oltre 1,2milioni di euro per quel campo di calcio lasciato incompiuto dalla Selenia srl. Malaspina chiedeva maggior volumetria sull'area residenziale ex Fillattice per completare lavori stimati in ulteriori 300mila euro. Ha inoltre disatteso l'obbligo di realizzare l'area mercato annessa al residenziale creando al Comune di Muggiò un danno di oltre 500 mila euro.
A Muggiò nel 2003 era stata l'amministrazione di destra col sindaco (pdl) Pietro Stefano Zanantoni a trattare con Giuseppe Malaspina la convenzione per l'area ex Fillattice-Cinema Mignon ed a chiedergli di realizzare il campo sportivo sull'area ex Star; nel 2008 a Correzzana un'altra amministrazione di destra, quella di Mario Corbetta, sindaco e assessore all'Urbanistica firma, con la Delfina Lucia, la convenzione per il progetto d'intervento integrato per le vie Principale, Ferrari, Galilei e Sant'Anna che prevede anche la realizzazione del Polifunzionale e un asilo a Villa Teresa.
Mentre le case sono finite e già vendute la realizzazione del Polifunzionale, che avrebbe dovuto essere completato entro la data del 28 novembre 2009, langue.
La giunta concede al costruttore 18 mesi di proroga senza però modificare il termine di ultimazione convenzionalmente previsto, però solo a marzo 2013 il responsabile tecnico geometra Pierluigi Vimercati firma il permesso a costruire e il 22 maggio 2014 certifica che lo stato avanzamento lavori (SAL) che serve per alleggerire le fideiussioni, é dell'11 per cento.
Siamo a un mese dalle elezioni comunali, l'impresa FAV del geometra Lorenzo Favetta riprende a lavorare qualche settimana nel cantiere. Mentre Mario Corbetta di Uniti per Correzzana, torna a sedersi sulla poltrona riservata al primo cittadino. Il 21 luglio l'architetto Fabrizio Amoretti, direttore dei lavori della Delfina Lucia – nel frattempo messa in liquidazione volontaria - chiede all'amministrazione di sottoscrivere un avanzamento lavori del Polifunzionale del 50,1 per cento. E' stato lui stesso a redigere il verbale del sopralluogo al cantiere ed a constatare lo stato di avanzamento; l'ufficio tecnico, supinamente, a sua volta certifica.
Qualcosa però non torna e i due soggetti attuatori anziché pagare aprono un contenzioso con la Delfina Lucia.
Il 16 febbraio 2015 altro sopralluogo e, strano ma vero, la costruzione anziché progredire è più spoglia.
Il SAL certificato scende infatti al 40 per cento. Il balletto di cifre riserva l'ennesima sorpresa a dicembre quando, in vista della pratica di escussione della fideiussione contestata dalla Vittoria Assicurazioni, il solito architetto e direttore dei lavori, Fabrizio Amoretti, allega la documentazione preliminare al collaudo certificando che il SAL non é né 11, né 50,1, e neppure del 40 per cento bensì nel 28,5%.
Insomma, un gran pasticcio che porta ad una sola considerazione: qualcuno ha deliberatamente voluto dare – due volte - una mano a Giuseppe Malaspina. Prima ritardando la consegna del permesso a costruire del Polifunzionale, non già del residenziale, senza modificare il termine di consegna dell'opera previsto dalla convenzione; e poi aiutandolo con dati relativi al SAL. Il tecnico comunale? Il sindaco Mario Corbetta che di Malaspina è amico da anni ed a Correzzana è stato assessore all'Urbanistica?.
Se sarà davvero così lo dirà la Procura di Monza.
Contro la gestione dell'amministrazione Corbetta la lista Correzzana Viva ha inviato due esposti alla Corte dei Conti della Lombardia consegnati anche alla Procura di Monza. Nel secondo esposto i consiglieri di Correzzana Viva denunciano “la grave situazione di diffusa illegalità che, continuativamente, fin dal maggio 2010, grava sull'operato dell'Amministrazione di Correzzana che alla luce di nuove e più gravi evidenze contabili sempre connesse ai rapporti con le società del Gruppo Malaspina supera ormai abbondantemente il milione di euro....Mancato accertamento dal 2010 ad oggi delle tasse dovute dalla Caronno Prima per 54.272 euro.
Nel 2010 Caronno Prima versò solo 2.224 euro di ICI omettendo poi il saldo e di fatto “scomparendo” dall'anagrafica comunale dell'ufficio tributi....Soggetto fantasma come la Delfina Lucia per la quale erano state accertate IMU e ICI impagate per gli anni 2012 e 2013 notificate alla società soltanto ad inizio 2014.
“Tali gravi omissioni ed occultamenti anche nei bilanci comunali per anni – scrivono i consiglieri di Correzzana Viva – hanno riguardato solo le società riferibili al Malaspina”.
I documenti allegati alla denuncia – ricevuti dopo regolare accesso agli atti - sono privi di data, hanno numero di protocollo consequenziale e una numerazione di avviso non progressiva per uno dei due accertamenti.
I consiglieri hanno poi scoperto che tutti i documenti portano la data del 10 maggio 2016, otto giorni prima della richiesta d'accesso agli atti da loro fatta e la stessa del giorno in cui sono stati consegnati dall'ufficio tributi. Alla stessa data l'Amministrazione ha inviato a mezzo di posta certificata ad Affatato Cristina, curatore fallimentare della società Delfina Lucia e a Nelso Tilatti e Renzo Bucci curatori della Costruzioni Caronno Prima l'insinauzione tardiva per 52.000 euro.
Correzzana Viva ha sottoposto alla Corte dei Conti anche la questione della convenzione per la gestione degli impianti sportivi per nove anni con la società EMMECI Snc di Emanuele Milano al canone di 100 (cento) euro al mese anziché di 20/22 mila euro anno. In totale il Comune ha incassato in 9 anni 10.800 euro mentre ESSECI trattiene il corrispettivo dell'affitto dai campi da tennis e della sala riunioni nonché, ovviamente, i guadagni del bar

di Pier Attilio Trivulzio
in collaborazione con gli amici di Infonodo.org che ringraziamo

admin, 17 luglio 2016

domenica 3 luglio 2016

Edilizia predona in Brianza. La Malaspina nel fianco di Correzzana
(prima parte)



di Pier Attilio Trivulzio

Nel marzo di quattro anni fa Correzzana finì per la prima volta sulle prime pagine dei giornali nazionali quando un gruppo di aderenti dell'associazione lecchese no profit Freccia 45 presidiò la sede della multinazionale americana Harlan Laboratories che aveva appena ricevuto dalla Cina 104 macachi destinati alla vivisezione.
Le denunce presentate alla Procura della Repubblica di Monza da Freccia 45 che ha raccolto 24.000 firme contro la vivisezione degli animali, le proteste dell'ex ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla e dell'oncologo Umberto Veronesi portano, a maggio 2014, “alla revoca dell'autorizzazione all'allevamento e allo stabilimento fornitore di primati rilasciata il 21 aprile 2009 e aggiornata al 24 agosto 2011”.

La conferma arriva dal vice sindaco Mario Corbetta, al quale non pare vero di ricevere, grazie a questa vicenda, un (insperato) assist in più per le imminenti elezioni, che infatti lo vedono, con la lista civica Uniti per Correzzana,  eletto sindaco dopo 5 anni da vice, con 840 voti contro i 704 di Ada Giuseppina Civitani (Lista civica Correzzana Viva).
Quella manciata di voti in più gli arrivano proprio dai residenti delle palazzine di via Fermi, confinanti con i capannoni della Harlan, e di via Majorana che sta alle spalle.
La poltrona di sindaco, il dottor Corbetta l'aveva già avuta per dieci anni dal 1999 al 200. Dopo che per legge deve abbandonarla e passa i seguenti cinque anni a fare il vicesindaco e assessore all'Urbanistica  finalmente può riaccomodarsi sulla poltrona di primo cittadino tenendosi anche l'assessorato al Bilancio e dal gennaio 2016, a seguito di rimpasto di Giunta, si riprende anche la delega all'Urbanistica.
Chi meglio di lui può infatti occuparsi di urbanistica dal momento che é il business di famiglia, con la SER.DE.CO srl (sede alle Torri Bianche di Vimercate) che a Correzzana – tra il 2005 e il 2010 - ha costruito a ridosso del Municipio, in via don Grisostomo, 14 appartamenti.
In quegli anni di grande consumo del territorio corezzanese a costruire abitazioni nel paese che conta 2.878 abitanti erano la SER.DE.CO. della famiglia brianzola dei Corbetta e la Delfina Lucia del calabrese di Montebello Jonico, Giuseppe Malaspina. Quest’ultimo un gigante se confrontato con i Corbetta, anche se é poi Mario Corbetta, direttore della Salmilano, a tenere le redini dell’urbanistica.
Malaspina realizza i complessi residenziali I Pioppi, ville a schiera da 200 a 400 mq (anche con piscina) in vendita da 530 mila euro, Al Parco in via Majorana angolo via Principale, e Corabella, bi-tri-quadri locali da 60 a 130 mq e uffici da 120 mila euro in su.
Concentriamoci sulle palazzine Corabella realizzate dalla società Delfina Lucia e messe in vendita dalla Progeam che è sempre di Giuseppe Malaspina.
La convenzione prevedeva la realizzazione di un poliambulatorio e di un asilo.
Il poliambulatorio è ancora da completare, l'asilo si è dissolto perché a Correzzana sembra non nascano più bambini.
É proprio di pochi giorni fa la decisione presa dalla Giunta di escutere la fideiussione con la Vittoria Assicurazioni non già per 797.735 euro come previsto bensì accettando una cifra inferiore ai 600 mila euro.
Al Corabella la Progeam vende nove appartamenti comprese le mansarde che a lui, a Malaspina, piacciono tanto. Il perché è molto semplice.
In sede di costruzione alza la cubatura prevista dal piano integrato d'intervento approvato e quando l'amministrazione gli contesta l'illecito – e lo trascina in Tribunale come ha fatto l'architetto Vittoria Giglio per il complesso di Besana Brianza, area ex stabilimento Salmilano, s'appella al Tar, va fino al Consiglio di Stato per allungare i tempi ed intanto blocca i lavori delle opere di urbanizzazione.
Giochino già fatto anni prima a Muggiò sull'area ex Fillattice dove ha bloccato i lavori del campo sportivo previsto in convenzione per una controversia di 300 mila euro: pretendeva in cambio cubatura aggiuntiva che gli avrebbe fatto guadagnare 2 milioni di euro. L'amministrazione del sindaco Carlo Fossati gli ha risposto un secco no e allora, per ripicca, non soltanto ha stoppato i lavori del campo ma anche l'area mercato annessa al complesso residenziale e l'amministrazione comunale (col sindaco Pietro Stefano Zanantoni succeduto a Fossati) ha poi usato 1,2 milioni di euro dei contribuenti per completare il campo di via 1. Maggio e l'attuale sindaco, Maria Arcangela Fiorito, ha finalmente potuto escutere soltanto pochi mesi fa, la fideiussione di 375 mila euro.
Ma intanto i lavori per completare l'area mercato richiederebbe l'aggiunta di almeno 500 mila euro.
A Villasanta uguale storia con la società Della via Gramsci e problemi con la Villasanta Village per l'albergo mai completato, realizzato con due piani in più che ancora non sono stati abbattuti. L'eco mostro è lì, immagine dell'azienda di Giuseppe Malaspina che ha decine di altre società messe in liquidazione e prossime al fallimento.
Il Gruppo Edile Caronno con debiti per oltre 44 milioni e un'irrisoria percentuale di crediti chirografari, é il primo dei fallimenti finiti sul tavolo del pubblico ministero Salvatore Bellomo assieme a migliaia di documenti e intercettazioni autorizzate dall'Autorità giudiziaria negli ultimi quattro anni. Alcune molto compromettenti e che rivelano i rapporti di Malaspina con personaggi già condannati nelle inchieste Infinito e Tibet sulla presenza della ‘ndrangheta in Brianza e Lombardia.Ma questa è una storia che approfondiremo.
Ma torniamo al complesso residenziale Corabella di Corezzana dove nove famiglie di condòmini hanno dovuto rivolgersi alla magistratura, vincere la causa con la Delfina Lucia e quindi insinuarsi nel fallimento per oltre 45 mila euro “Da quattro anni e mezzo aspettiamo che l'ascensore venga messo in funzione, abbiamo i pannelli solari ma non servono a nulla perché la caldaia non è stata completata e sul tetto non possiamo mandare il carpentiere mancando il dispositivo salva vita. A nostre spese ci sono stati agganciati i contatori dell'elettricità: ogni richiesta alla Delfina Lucia d'avere il contatore personale è stata disattesa fino a quando, stanchi di restare agganciati al contatore del cantiere, non ci siamo rivolti alla magistratura che ci ha dato ragione; così anche per le spese condominiali che da due anni la società non paga e quindi siamo stati noi condòmini a doverle anticipare... Vogliamo parlare del lavoro di gestione delle acque? Fatto male tanto che basta un forte acquazzone e i box s'allagano ed in quanto al cancello d'ingresso è pericoloso. Eppure Delfina Lucia per anni ci ha chiesto la divisione delle spese condominiali . Guardi, qui al Corabella la maggior parte degli appartamenti sono invenduti e molti neppure completati”, racconta a Infonodo una condomina giustamente arrabbiata che conclude: “Non voglio andarmene, ma se decidessi di vendere non potrei. L'appartamento è invendibile avendo l'immobile mille difetti”.
Un architetto che ha acquistato direttamente da Giuseppe Malaspina
si lamenta con lui. “Guarda Giuseppe che mi hai venduto un bilocale facendomi pagare la casa come trilocale e da quattro anni pago un 4 per cento di millesimi in più di spese”.
I metri quadrati di un appartamento o i millesimi in più conteggiati sono un vero e proprio cavallo di battaglia delle società del Malaspina. Basta leggere quanto scritto nella delibera della III sezione del Tribunale civile di Monza (presidente Alida Paluchowski) del 19 settembre 2012 che revoca l'ammissione al concordato del Gruppo Edile Caronno e dichiara il fallimento: “...adozione metodologicamente sbagliata nella stima dei beni, quali il calcolo delle parti comuni (in taluni casi fatti in metri quadrati piuttosto che con l'attribuzione di millesimi); il calcolo delle metrature di alcuni immobili (risultate dai rilievi in loco con superfici inferiori rispetto a quelle dichiarate in perizia); il calcolo dei coefficienti di abitabilità (non essendo stato applicato il coefficiente ridotto per l'altezza media nelle mansarde sottotetto)...”
Insomma, qualche appartamento venduto aveva metrature gonfiate. La società guadagnava di più, l'acquirente ci perdeva e s'accorgeva dell’inghippo soltanto quando aveva deciso di vendere, cioè troppo tardi.
Per la cronaca, oltre alle citate Gruppo Edile Caronno e Delfina Lucia i dossier giacenti in Tribunale riguardano queste società in liquidazione o in attesa di concordato del gruppo di Giuseppe Malaspina: D'Adda Busca, Gestione Immobili Alberghieri, Villasanta Village, Immobiliare Pirsani, Della via Gramsci, San Giobbe, Ideo, Silene.

In collaborazione con gli amici di Infonodo

admin, 3 luglio 2016

lunedì 11 gennaio 2016

SILENZIATI MA NON ADDOMESTICATI

In molti vi sarete chiesti perché tanto silenzio. Le denunce, le cause, 4 processi (Monza, Brescia, Roma etc..)  e le diffide ricevute ci hanno impedito di poter svolgere la nostra attività in maniera costante. Ora proviamo a riprendere visto che, con il pronunciamento della Cassazione, siamo stati definitivamente assolti.

Ma questa sequenza di "rogne giudiziarie" sono riuscite a creare negli interlocutori istituzionali, nelle professioni e presso le redazioni giornalistiche molta diffidenza nei nostri confronti mascherata da "prudenza".

Così, come diciamo da sempre, quando cala il sipario sulle grandi retate, tutto rientra e la questione Antimafia diviene attenzione di pochi spesso isolati appunto.

Ma in Brianza, in Lombardia e nel Paese le organizzazioni criminali sono più forti di ieri. In Brianza continuano ammazzamenti, roghi, gambizzazioni e l'inquinamento della vita politica brianzola, perché i soggetti dell'area grigia che si relaziona alle mafie è a piede libero e continua l'azione di condizionamento con le seconde terze linee mafiose.

Noi si continua, ma siamo ancora una volta da soli...

Buon anno a tutti quelli che continueranno nella lotta senza quartiere alle mafie per l'Antimafia sostanziale e non quella d'immagine ed episodica.

admin, 11 gennaio 2016

venerdì 7 agosto 2015

TANGENTOCRAZIA E MAFIOPOLI: LE NUOVE FRONTIERE DELLA CORRUZIONE DELLA POLITICA E DELLA COLONIZZAZIONE ECONOMICA DELLE MAFIE.


Dalle carte delle inchieste di mafia capitale http://www.archivioantimafia.org/mafiacapitale.php e da quelle dell’appaltificio di Expo, Infrastrutture Lombarde, emerge con chiarezza il nuovo sistema delle tangenti e lo scambio che avviene fra politica criminale e mafie. Un sodalizio criminogeno nel quale le tangenti monetarie vere e proprie irrorano il livello della tecnocrazia infedele dello Stato, Regioni, Provincie e Comuni. Il terreno così seminato e coltivato diviene luogo di scambio fra fedeltà ceca al politico di turno il quale a sua volta, per il potere che ottiene, costruisce un sistema denominato “traffico di interessi” che sta alla base della sua elezione e della gestione dell’istituzione che ha occupato con i suoi manipoli di corrotti e collusi. Dentro le pieghe di questo verminaio si infila la mafia di turno, che si chiami “banda della Magliana” nel caso di “mafia capitale” o della ndrangheta per Expo e d’intorni poco cambia. Questi episodi di diffusa corruzione e penetrazione mafiosa sono riscontrabili anche nei casi delle inchieste in materia di malasanità che hanno coinvolto l’ospedale privato “San Raffaele” e la clinica “Maugeri” dove è venuto a galla proprio il sistema di potere che faceva riferimento alla Compagnia delle Opere e ai suoi soci di riferimento fra i quali l’ex governatore Formigoni e gli attuali alfieri dentro l’amministrazione Maroni come Cattaneo e Fabrizio Sala. Persone al di sopra di ogni sospetto e senza macchia alcuna ma che sono i pilastri del consenso che gode Maurizio Lupi ex ministro e ora capogruppo NCD alla camera dei deputati. Stesso discorso per il PD lombardo e romano; acclarato che le cooperative cosiddette “rosse” hanno partecipato attivamente alla spartizione degli appalti come non rilevare che alla base del salvataggio del senatore Azzollini di NCD, da parte del PD, non c’è solo una larga intesa politica, ma una reciproca copertura criminale (centro destra e centro sinistra) perché in veste di Sindaco di Molfetta Azzollini conosce bene la questione dell’appalto del porto mai finito e che ha visto l’arresto proprio del presidente della Coop CMC di Ravenna. CMC lavora sia nel cantiere della TAV in Valsusa, nel cantiere di Expo e di altre grandi opere inutili. Che dire poi della vicenda che ha coinvolto la Coop CpL Concordia. http://www.huffingtonpost.it/2015/04/13/clp-concordia_n_7056126.html
Così oggi conosciamo le figure dello “spallone della mazzetta” e del politico di collegamento col vertice dell’istituzione (Pres di Regione, Sindaco oppure ministro o sottosegretario di governo); così imprese e coop finanziano più o meno occultamente (vicenda Penati) la campagna elettorale del politico di turno che posizionerà i funzionari più fedeli negli apparati per ricambiare il favore ricevuto. Questo reato denominato “traffico di influenze illecite” http://www.filodiritto.com/articoli/2012/11/il-traffico-di-influenze-illecite/ contemplato dal 2012 nel nostro ordinamento penale è però stato sterilizzato da una legge “anticorruzione” che al di là di aver armonizzato il legislatore e il codice penale, ne ha neutralizzato l’efficacia inibitoria e del contrasto preventivo alla diffusione della corruzione che non è più solo ascrivibile alla solo dazione o ricezione di soldi. Per questo diffuso mix di potere fra mafie e politica criminale non è fuori luogo parlare di NARCODEMOCRAZIA.

 

Admin, 7 agosto 2015

domenica 24 maggio 2015

CI SARA' LA PRIMAVERA POLITICA DI SEREGNO?


SEREGNO: ELEZIONI AMMINISTRATIVE 31 MAGGIO 2015

ANALISI DIACRONICA DEI PROGRAMMI E DELLE LISTE DEI CANDIDATI SINDACO.

METODO: OSSERVAZIONE DEI PROGRAMMI DEI CANDIDATI MAZZA, VIGANO’, MARIANI, NAVA E MINOTTI SCARICATI DAL SITO DEL COMUNE DI SEREGNO.


ALTRI CANDIDATI NON SONO STATI CONSIDERATI O PERCHE’ IRRILEVANTI OPPURE PERCHE’ APPARENTATI A LISTE DI ESTREMA DESTRA CHE NON SI RICHIAMANO AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA E DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.

INOLTRE SI E’ TENUTO CONTO, NELLA VALUTAZIONE, DEL COMPORTAMENTO TENUTO DAI CANDIDATI NEL QUINQUENNIO PRECEDENTE NEL QUALE SONO AVVENUTI ACCADIMENTI IMPORTANTI SOTTO IL PROFILO DELLA LEGALITA’ E DI GESTIONE DEL TERRITORIO PIUTTOSTO CHE DEI COMPORTAMENTI IN CONSIGLIO COMUNALE CHE NON POTRANNO CERTO MUTARE A SECONDO DI CHI ENTRERA’ IN CONSIGLIO E CHE GOVERNERA’ QUESTA IMPORTANTE CITTA’ DELLA BRIANZA.

 

A questo punto possiamo suddividere almeno in tre categorie i candidati sindaco e le liste che li sostengono: quelli che senza pudore si ricandidano nonostante l’opportunità politica non lo richiederebbe. Quelli che si riciclano perché non sono stati candidati nelle principali liste di governo e sottogoverno. Infine quelli che rappresentano la novità e la coerenza.

Sotto il profilo programmatico il candidato sindaco Edoardo Mazza è perfettamente in continuità con la precedente amministrazione comunale guidata da Giacinto Mariani capolista della Lega Nord che lo sostiene insieme a FI e liste civiche civetta piene di transfughi da NCD E ex CDU. Il programma è la fiera delle ovvietà ma spicca la totale assenza di un capitolo preciso sulle questioni della legalità che ha coinvolto proprio esponenti che nelle elezioni precedenti erano nelle liste di FI. Inoltre il candidato sindaco del centrodestra, coerentemente non pone al centro la questione della legalità e della trasparenza amministrativa, perché pur ricoprendo l’incarico di assessore all’urbanistica, a sua insaputa sarebbe stato compiuto l’ennesimo sacco della città e per il quale è in corso un processo, nel quale non è coinvolto direttamente; ma qui stiamo parlando delle responsabilità politiche e non certo penali e queste vanno sottoposte al giudizio degli elettori. Anche in questo caso, come per il Mariani Giacinto l’opportunità richiederebbe prudenza ed incognita. Del resto anche nella lista di FI spiccano nomi di rilievo come quel Gioffrè consigliere comunale, messo all’indice perché fratello di quel Gioffrè Roberto coinvolto nell’inchiesta sull’ndrangheta denominata “Ulisse”. http://www.infonodo.org/node/34121 Oggi Francesco Gioffrè da Rosarno sta comodamente in lista in compagnia di tutti quelli che nel 2012, all’epoca dei fatti, ne chiedevano le dimissioni. Tutto finito nell’italico dimenticatoio, ma è opportuno che qualcuno lo ricordi, nel malaugurato caso che: “….ma nessuno lo sapeva”.

Programma voto 4; candidati lista voto 4; candidato sindaco

Il candidato sindaco del PD William Viganò non è un politico di primo pelo. Navigato nella politica seregnese è sempre stato molto attento (a differenza del suo collega di Desio, Maurizio Corti, che mise in difficoltà l’allora sindaco di Desio Giampiero Mariani, al punto da costringere anche la Lega Nord alla catena di dimissioni che portarono allo scioglimento del Consiglio Comunale aprendo una nuova stagione di liberazione dall’ndrangheta) a non creare troppi fastidi alla maggioranza Mariani anche nei momenti di grande difficoltà. Pur essendoci state le stesse medesime condizioni di Desio, dato che anche a Seregno era stata individuata una locale di ndrangheta, non è accaduto nulla e oggi quegli stessi personaggi si presentano nella lavatrice del centrodestra pronti a riprendere in mano la città. Di conseguenza il programma è coerente con il candidato sindaco e le liste che lo sostengono. La questione della legalità è relegata dentro un tema essenzialmente securitario fra telecamere e lampioni, quando a Seregno  il problema è di rivoltare come un calzino l’intera macchina comunale. Non sarà certo la sola adesione alla Carta di Pisa (se ne scrive ma  in realtà non si conosce) a dare un impronta antimafia e trasparente alla futura giunta a trazione PD. Inoltre il PD di Seregno non si discosta dalla politica nazionale fatta di annunci e proclami che vengono poi dimenticati o paradossalmente inseriti nei programmi ma successivamente ritenuti irrealizzabili. Dunque sia per il programma che per le liste appare una proposta debole perché in piena continuità con le amministrazioni precedenti, con un po più di onesta e trasparenza.

Programma voto 7; candidati lista voto 7; candidato sindaco 6

 

Tiziano Mariani. Il candidato della serie a volte tornano. Passato indenne dalle forche caudine di “tangentopoli” resuscita dal criosonno quasi non avesse mai abitato il pianeta Seregno.  Infatti il suo programma narra una città periferia più sporca esteticamente ma non politicamente. Tanto è vero che di legalità, trasparenza e beni comuni non c’è traccia. Ma il Mariani T. sa bene che se ci sarà ballottaggio molti si metteranno in fila per i suoi pochi ma utili voti; in quella formula democratica definita voti di scambio.

Programma voto 4; candidati liste voto 6; candidato sindaco voto 5

Mario Nava. Il candidato del Movimento 5 stelle capeggia una lista di persone giovani e neofite della politica e dunque fuori dai grandi giochi di potere che invece è la macchina tritatutto della politica seregnese. Il programma del M5S è parecchio articolato con impegni precisi in materia di Legalità, Trasparenza, Partecipazione e Beni Comuni. Sarà da vedere se riusciranno ad entrare in Consiglio Comunale. Dove sono presenti in altre municipalità, se non si fanno condizionare dalle beghe nazionali del Movimento, lavorano bene e sono un valore aggiunto di buona politica.

Programma voto 8; candidati lista 7; candidato sindaco 7

Giusy Minotti è l’unica donna candidata sindaco. Da parecchie legislature in Consiglio Comunale ha fatto della coerenza e della determinazione i suoi principali strumenti di lavoro. Anche il programma che propone è la continuazione di quello che da decenni va dicendo, ma rimane inascoltata. Nel 2008 fu sua la proposta di istituire la Commissione Antimafia che venne bocciata perché secondo la maggioranza delle forze politiche seregnesi: “la mafia a Seregno non c’era”. Tante buone proposte su scuola pubblica (essendo insegnante) sui beni comuni, sulla difesa dell’ambiente e del suolo dalla speculazione urbanistica. Sarebbe un Sindaco di grande cambiamento, ma quelli di Un’altra Seregno a Sinistra sperano di riuscire a consolidare la presenza in Consiglio magari con più consiglieri.

Programma voto 8; candidati lista voto 7; candidato sindaco voto 8

Infine chi più chi meno ha toccato la questione Gelsia; lo scrigno del comune di Seregno. Su questa partecipata si concentrano enormi interessi per il futuro non solo di Seregno ma dell’intera Brianza. E’ un patrimonio di persone e di tecnologie a totale controllo pubblico che andrebbe difeso ed esteso come modello per dimensionare un ATO dei servizi ambientali della Brianza in mano pubblica. In passato fu un poltronificio per amici e parenti di sindaci, assessori e consiglieri di maggioranza. Anche in questo caso i cittadini di Seregno hanno un’occasione storica per dare un segnale se lasciare la città nelle mani di chi l’ha portata ai livelli attuali oppure dare un profondo e benefico segnale di cambiamento vero.

 

A cura dell’Osservatorio Antimafie di Monza e Brianza “Peppino Impastato”

Monza, 24 maggio 2015

sabato 23 maggio 2015

RICORDANO GIOVANNI FALCONE, ISOLANO NINO DI MATTEO

PERICOLOSE ANALOGIE DELLA POLITICA MAFIOSA ODIERNA E QUELLA DEGLI ANNI 90
 
Correvano gli anni della maxi inchiesta e del maxi processo a "cosa nostra" istruito dal pool di Falcone, Borsellino, Di Lello, Guarnotta e Ayala. La mafia siciliana era in ginocchio, dilaniata dal contrasto dello Stato e dalle crepe che questo ha provocato sia nella cupola che nei mandamenti.  Una grande offensiva per riportare la legalità in una terra devastata dalla mala politica e dal malaffare. Una stagione straordinaria che viene improvvisamente interrotta da una scelta della politica: il Consiglio Superiore della Magistratura nella seduta del 19 gennaio 1988 boccia la candidatura di Giovanni Falcone a Procuratore Capo a Palermo e gli preferisce Antonino Meli che, poco dopo l'insediamento, inizierà a smantellare il pool antimafia. Di li a poco i giuda del CSM che voltarono le spalle a Falcone (presidente del CSM era Cossiga)  iniziarono pure le attività inquietanti di contatto coi capimafia per la cosiddetta "trattativa". Appaltarono il lavoro sporco a soggetti che già sapevano come muoversi negli ambienti mafiosi, visto i precedenti depistaggi sulla morte di Peppino Impastato. Oggi questa suburra di infedeli dello Stato di diritto e della Costituzione, sono alla sbarra, nel processo denominato "la Trattativa" e a condurre i capi di imputazione c'è un pool di Magistrati capeggiati da Nino Di Matteo. Di Matteo allievo e apostolo di Falcone e Borsellino che nonostante le minacce di Riina, (è arrivato il tritolo per il giudice si legge in una recente intercettazione fra boss) continua imperterrito il suo lavoro insieme ai suoi collaboratori. Ma Nino Di Matteo come Giovanni Falcone sa bene che una parte dell'attività di contrasto nel territorio può essere resa agevole grazie ad una Direzione Nazionale Antimafia che attiva politiche nazionale e internazionali che sono le nuove frontiere degli affari mafiosi. Così da tempo giaceva a palazzo dei Marescialli sede del CSM, la domanda di Nino Di Matteo di trasferimento alla Direzione Nazionale Antimafia. l'8 aprile scorso il CSM nomina tre nuovi giudici alla DNA, ma fra loro non c'è Di Matteo.
Nino Di Matteo non si da per vinto e ricorre al Tar del Lazio contro quelle nomine. Nel ricorso scrive. "Mi avete scientificamente umiliato e mortificato". Poche ma eloquenti ed inequivocabili parole. Inquietante analogia con i destini del suo maestro, quella di Nino Di Matteo. Speriamo che le storia non si ripeta. Nel ricordare il Dott. Giovanni Falcone, la D.ssa Francesca Morvillo e gli Agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro non possiamo che esprimere la nostra solidarietà ed il nostro pieno sostegno al Dott. Nino Di Matteo e ai suoi collaboratori.
Ora e sempre Resistenza Antimafia
 
admin, Monza 23 maggio 2015

domenica 3 maggio 2015

NE BLOCCO NERO NE RENZI FERMANO LA GIUSTA CONTESTAZIONE DELL'EXPOMAFIE

COMUNICATO STAMPA
OSSERVATORIO ANITMAFIE DI MONZA E BRIANZA "PEPPINO IMPASTATO"

SULLA MANIFESTAZIONE E SUL CORTEO DI MILANO DEL PRIMO MAGGIO DENOMINATO MAY DAY NO EXPO.

L'OSSERVATORIO ANTIMAFIE DI MONZA E BRIANZA "PEPPINO IMPASTATO" CONDANNA FERMAMENTE GLI INCIDENTI E LE DEVASTAZIONI PROVOCATE DA UN GRUPPO DI PERSONE MINOROTARIE NEL CORTEO E NEL MOVIMENTO. PERSONE CHE POSSONO GODERE ANCHE DELLA PROTEZIONE DELLE FORZE DELL'ORDINE CHE GLI PERMETTONO DI AGIRE INDISTURBATI AL FINE DI OTTENERE LO SCREDITAMENTO DI TUTTA LA MANIFESTAZIONE E DI TUTTO IL CORTEO.

UNA MANIFESTAZIONE DI MASSA, GRANDE E PARTECIPATA CON PIU' DI 50.000 PERSONE. UN CORTEO PACIFICO E COLORATO CHE HA VOLUTO DIRE CON ESTREMA CHIAREZZA CHE NON CI SENTIAMO RAPPRESENTATI DA QUELL'ODIOSO SPETTACOLO DI SOLDI SPRECATI SIA NELLA CORRUZIONE SIA NELLA FOGGIA DI SFARZOSI GALA' E PRIME MUSICALI CHE POCO SI ASSOCIANO CON L'ALIMENTAZIONE DEL PIANETA. NON SONO CAPACI NEMMENO DI ESSERI SOBRI NELLE STESSE CIRCOSTANZE CHE ESSI STESSI CREANO. VORREBBERO ALIMENTARE IL PIANETA MA NON SONO CAPACI DI AIUTARE IL NEPAL.

MALGRADO I MISFATTI CHE NULLA TOLGONO ALLA CRITICA PROFONDA A QUEL MODELLO SOCIALE ED ECONOMICO CHE STA NELL'EXPO. UN MODELLO FATTO DI SFRUTTAMENTO E MODERNA SCHIAVITU'. UNA ESPOSIZIONE MONDIALE CHE DALLA CANDIDATURA, ALLA CONDUZIONE DEGLI APPALTI E DEI CANTIERI HA VISTO PROTAGONISTA LA CRIMINALITA' ORGANIZZATA E LA MALAPOLITICA. NOI NO SIAMO COMPLICI DELLA Più GRANDE OPERAZIONE DI RICICLAGGIO DELLA STORIA DELLE MAFIE.

GIA LA FALSITA' DEI NUMERI SULLA BIGLIETTERIA E LA TOTALE MANCANZA DEI CONTROLLI E DEI COLLAUDI DIMOSTRANO CHE PIU' CHE L'ESPOSIZIONE DEL NUTRIMENTO DEL PIANETA è LA FIERA DELL'ILLEGALITA'

MARCO FRACETI
DIRETTORE DELL'OSSERVATORIO ANTIMMAFIE DI MONZA E BRIANZA "PEPPINO IMPASTATO"